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Perché a volte, nei team e nel business, ci comportiamo come genitori severi o come figli ribelli?

  • afigul
  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 1 min

L'Analisi Transazionale ci offre una chiave di lettura straordinaria per comprendere le dinamiche di un team. Spesso i conflitti non nascono da «ciò che» diciamo, ma dallo «Stato dell'Io» da cui parliamo.


Se assumiamo un atteggiamento genitoriale, questo si esprime attraverso la gestualità, lo sguardo e il tono di voce. Sullo sfondo ci sono frasi come “si dovrebbe, si deve, io so meglio” e giudizi morali. Il bambino interiore dell'interlocutore si sente provocato e reagisce in modo emotivo o eccessivamente adattivo. L'intensità delle emozioni e il linguaggio del corpo rendono tutto questo chiaramente percepibile. Questa dinamica può partire da entrambe le parti.



È così che iniziano i conflitti e i giochi psicologici. Non si tratta più dell'argomento in sé, ma di emozioni

e vecchi schemi comportamentali.


L'unica via d'uscita consiste nell'attivare consapevolmente l'Io adulto. Esso rappresenta la percezione neutrale della situazione. Le informazioni vengono ascoltate e integrate, la propria opinione viene soppesata e si cercano vie di soluzione e di decisione.


Quando passiamo da una comunicazione “Genitore-Bambino” a una “Adulto-Adulto”, la produttività aumenta e lo stress diminuisce drasticamente.


Il mio lavoro come business coach è proprio questo: aiutare i leader e i collaboratori e team a riconoscere questi schemi per costruire relazioni sane, trasparenti e, soprattutto efficaci.

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© Annelie Figul

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