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La dissociazione come meccanismo di difesa: cosa ci dice sul nostro modo di reggere lo stress

  • afigul
  • 5 giorni fa
  • Tempo di lettura: 1 min

Stress cronico, sovraccarico, esaurimento emotivo, insicurezza, pressione delle aspettative, conflitti e incertezza sui ruoli sono oggi tra i principali fattori di sofferenza nella vita lavorativa.



Quando il carico diventa eccessivo, il nostro sistema interiore attiva spesso una strategia di protezione inconsapevole: la dissociazione.



Non si tratta di una debolezza, ma di un meccanismo di difesa intelligente. Una parte di noi si distacca da ciò che percepisce come troppo intenso, troppo minaccioso o troppo difficile da integrare. Nel breve periodo, questo può aiutarci a non crollare. 



Nel lungo periodo, però, è fondamentale riconoscere questi segnali e lavorare per recuperarne il significato.



Nella mia esperienza di coach e Analista Transazionale, incontro spesso forme diverse di questa dinamica: il distacco emotivo, l’iper-funzionalità, la razionalizzazione, l’ignorare i segnali del corpo. In tutti questi casi, dietro il comportamento visibile c’è un bisogno profondo di protezione.



Riconoscere i segnali e i meccanismi è un primo passo per trasformarli. Non per giudicarli, ma per comprenderne la funzione.



Serve consapevolezza, uno spazio relazionale sicuro e, quando necessario, un accompagnamento professionale che favorisca elaborazione, regolazione e cambiamento per ritrovare presenza, capacità di scelta e margine d'azione.



Riconoscere non significa indulgere. Significa iniziare a cambiare e migliorare la vita.



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© Annelie Figul

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