Dalla competenza alla presenza
- afigul
- 8 feb
- Tempo di lettura: 2 min
Nel contesto professionale si parla molto di competenza. Molto meno di presenza.
Ma è proprio quest'ultima a fare la differenza nel percorso verso una professionalità appagante.
La presenza sta diventando sempre più un punto focale anche nel business coaching.
Il modo in cui ti comporti nelle relazioni, come ascolti, come comunichi, come vivi e affronti le situazioni difficili, tutto questo ha a che fare con la presenza.
Anche il modo in cui senti e percepisci, come pensi di te stesso/a e degli altri e come ti mostri.
Questo determina il tuo effetto e il tuo carisma.
La presenza si manifesta nel momento presente ed è il risultato di un'interazione.
Possiamo imparare molte tecniche, fino ad arrivare a un linguaggio del corpo allenato. In molti video osservo questi movimenti delle mani e delle braccia o espressioni facciali allenati, che mi ricordano degli stereotipi.
No, la presenza non si può imparare in questo modo.
Ciò richiede emozioni autentiche e, prima di tutto, l'accesso e l'accettazione dei propri sentimenti. Ci vuole vitalità, passione interiore, curiosità e una visione che mi “infiammi”. Ci vuole una fisicità vitale e un'espressività che spinga dall'interno verso l'esterno.
Prima di mostrarsi, vai a sentire il tuo corpo. Il corpo non è uno strumento, è la tua casa vivente, da cui tutto si sviluppa.
Se stai seduta/o per ore, non riesci a trasmettere un'impressione di presenza.
Ti stai preparando per un colloquio importante o una presentazione? Allora metti da parte il contenuto della presentazione per trasferire l'energia dalla testa al corpo. Muoviti, fai stretching o, meglio ancora, danzi! Questo risveglierà la tua presenza.
Concentrati sulle persone con cui comunichi. In questo modo si crea lo spazio per la connessione, il dialogo e il feedback.
La presenza è vivacità e autenticità, non tecnica. Proviene da un corpo di risonanza che si apre dall'interno verso l'esterno.
La presenza è competenza animata.



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